Lisboa, 29 agosto 2011
Approfitto di ogni minuto libero per aggiornarti, caro diario. Altrimenti rimango indietro, troppo. E rischio di “perdermi” di nuovo e di non riuscire a fissare, sulla carta, tutte le sensazioni che mi assalgono. Tutto il turbinio di emozioni che si forma dentro la mia testa e dentro il mio cuore.
Anche se, a dire il vero, utilizzare i momenti liberi vuol dire togliere tempo a questa città. Vuol dire perdersi le mille sfumature di questo luogo mutevole. E non vorrei che ciò accadesse…
Mi sveglio tardi. Tardi per l’appuntamento, anche se ho dormito poche ore. Mi preparo in fretta e furia ed esco dall’albergo senza fare colazione. Però, arrivato in Praça da Figueira, non riesco a non concedermi 5 minuti di sosta alla Confeitaria Nacional. Questo posto, per chi non lo conosce, è uno dei MUST di Lisbona. Qui, insieme alla Antiga Confeitaria de Belém, si possono mangiare (secondo il mio modesto appetito) i migliori Pasteis… Sicuramente ce ne saranno anche altri… ma questi ve li consiglio caldamente. Anche per l’atmosfera che si respira in questi due storici locali.
Uscito dalla Confeitaria, mi fermo a guardare l’andirivieni dei portoghesi e dei turisti che già affollano il Rossio. E sorrido. Non so veramente il perché. Ma la sensazione in bocca è di buono…
Arrivo alla Sede dell’Ufficio del Turismo di Lisbona (che si trova in Rua do Arsenal, accanto alla Praça do Commercio) e mi incontro con Vitor. Inizia a chiedermi del progetto e parliamo di Fado, della (speriamo) mostra, del mio amore per il Portogallo e per la sua cultura.
Vitor mi assicura tutto il supporto di cui ho bisogno per portare a termine “l’impresa” (non dimentico il termine “impresa”, visto che è la mia “prima volta”). Questo supporto, comprende anche una lettera “magica” di presentazione e raccomandazione affinché musei, locali e monumenti mi diano l’aiuto che mi occorre…
E chi se l’aspettava un trattamento del genere.
Sono commosso.
Vitor, inoltre mi chiede di fargli sapere tutti i posti (case di fado comprese) che vorrei visitare, fotografare. Per poter chiedere, per tempo, le autorizzazioni ed i permessi.
Cerco di far mente locale, ma è difficile. Il tempo che ho a disposizione a Lisbona non è poi così tanto. Ce la farò? Oxalá.
Lo stesso edificio dell’Ufficio del Turismo ospita una mostra temporanea che non posso assolutamente mancare di visitare: “Ecos do Fado na Arte Portuguesa”: inserita nell’ambito della promozione del Fado a Patrimonio dell’Umanità, questa mostra contiene riferimenti al Fado espressi attraverso le arti (pittura, scultura, fotografia, cinema…) nei secoli XIX-XXI.
E’ decisamente interessante, affascinante e cerco di fotografarla in ogni dettaglio, certo che poi potrò inserire qualche immagine nel mio progetto.
Mi convinco che dovrò tornare anche perché, dopo qualche giorno, può darsi che io abbia altre idee. Oppure che la veda con altri occhi, dopo essermi immerso nella città.
Esco e torno verso l’albergo per depositare il materiale che Vitor mi ha dato… quando mi accorgo che è tardissimo: mancano, infatti, venti minuti all’appuntamento con Paula, la persona che da oggi e per tre giorni mi accompagnerà a conoscere una serie di fadisti… ed una serie di luoghi…
L’incontro con Paula, nei pressi degli studi della RTP è di nuovo intriso di familiarità. Una sensazione che continua, istante dopo istante a farsi sempre più presente e che non mi ha mai abbandonato.
All’interno degli studi di RTP Internacional conosco anche Salomé e Virgilio, voci storiche della Radio Portoghese. Dopo qualche minuto, ho la sensazione di essere stato “adottato” da loro…
Finalmente, loro. I protagonisti dei miei scatti di oggi pomeriggio: Milene e Cristiano, due giovanissimi fadisti. Loro sono abbastanza agitati (ed io… con loro) e forse un po’ imbarazzati. Scattiamo sia all’interno degli studi, sia nel Museo della Radio Televisione, sia in un giardino lì fuori. Cerco di cogliere il momento, l’attimo. Chiedo loro di concentrarsi… come se stessero iniziando a cantare. Sperando così di tirare fuori le “espressioni” che sono proprie del loro essere “fadisti”.
Prima di andar via, Virgilio mi mostra un grammofono… Cosa c’è di strano, penserete voi. Beh, la Magia sta nel fatto che il grammofono viene fatto funzionare ed il 78 giri che “canta” è una splendida versione di ” ‘O sole mio” eseguita da Tito Schipa. Canto-Incanto.
E’ l’ora di congedarci. Sorrisi, abbracci…e la promessa, quando torno (torno, torno, state tranquilli!!!) di chiamarli e di venirli a trovare.
Sono veramente commosso.
Paula ed io partiamo alla volta dell’Alfama (dove lei è nata e cresciuta), per l’incontro con Nuno da Câmara Pereira (che, mi dicono, è una persona… “tutta d’un pezzo”…). Arriviamo prima del previsto e ne approfittiamo per girovagare tra i vicoli dell’Alfama. Un quartiere che nasconde, in ogni viuzza, dietro ogni angolo, brandelli e storie di vita.
Ed allora, cosa posso desiderare di più che “vivere” questo luogo con una persona che l’ha respirato per anni? Ci fermiamo in un bar, aspettando l’ora dell’incontro con Nuno. Ci raggiunge un negoziante di scarpe, vecchio amico (quasi un “fratello”) del papà di Paula. Si siede con noi ed inizia a parlare con Paula.
Capisco ben poco di quello che si dicono, ma rimango incantato a vedere quel volto segnato dal tempo. Tutte le sue rughe mi parlano. Ogni sua espressione mi comunica.
Emozioni sospese.
Mi scopro a sorridere al volto di quest’uomo che, per una strana alchimia, non mi risulta più tanto estraneo…
Incontriamo Nuno. Si rivela una persona alla mano, affabile, ed estremamente affascinante. I suoi occhi chiari sono espressivi. Mi aiuta moltissimo durante lo shooting, parlando anche in italiano.
Ho notato che i portoghesi, una volta che capiscono la mia nazionalità, preferiscono che io parli in italiano, piuttosto che in inglese. Ma d’altronde, essendo due lingue di origine latina, forse hanno ragione loro perché la comprensione risulta più semplice…
Lo scenario dello shooting si snoda tra i vicoli dell’Alfama, specialmente intorno alla Igreja de Santo Estêvão, e va abbastanza bene.
E’ pazzesco come, spesso, ti ritrovi in un punto della città che offre degli scorci meravigliosi sui tetti. E se sei nelle ore giuste, al mattino presto o nel tardo pomeriggio, si ha l’impressione che tutto si animi e prenda fuoco…
Sono le sei. Saluto Nuno e Paula. Sarei dovuto andare a vedere lo spettacolo “Fado in Chiado” al Cine Theatro Gymnásio (teatro tra i quartieri del Chiado e del Bairro Alto), ma durante gli scatti del pomeriggio mi sono reso conto che una delle batterie della fotocamera è terminata e non vorrei rimanere “a secco”, proprio durante lo spettacolo. Avviso Vitor e decidiamo di riprogrammare la visita per uno dei prossimi giorni…
Uff… quante cose ancora da fare… il tempo vola.
In albergo ho il tempo per mettere in carica le batterie e mi collego ad internet. Mi rendo conto che, le foto che sto facendo con il cellulare e che posto su internet (sono le uniche che vorrei mettere), tra i miei amici stanno riscuotendo un po’ di gradimento. Qualcuno, che non sapeva del mio viaggio, incuriosito mi chiede… Sono contento…
Stasera, l’appuntamento è alla “Casa de Linhares / Bacalhau de Molho“, sempre nell’Alfama. Questo locale, però, già lo conosco. Ci ero stato nel mio precedente viaggio, lo scorso maggio. E ne ero rimasto affascinato…
Arrivo, mi presento (stavolta mi rendo conto che capiscono chi sono e che mi stavano aspettando) e mi fanno accomodare proprio davanti al punto dove canteranno i fadisti. Dopo un paio di minuti, faccio la conoscenza con Pedro Guerra, musicista e responsabile del locale, che mi racconta il programma della serata: Jorge Fernando, Raquel Tavares, Fábia Rebordão. La serata, dal punto di vista fotografico, penso sia abbastanza positiva… e dal punto di vista musicale… lo è ancora di più. Da brivido è il duetto, alla fine, che Fábia e Jorge ci regalano su di un brano scritto… da Jorge per due voci: “Vida”. La voce di Fábia risuona potente all’interno del ristorante ed arriva dritta al mio stomaco… Rimango senza fiato…
Peccato solo che il locale, forse perché è lunedì, è semi deserto. Una coppia di musicisti tedeschi, che stava cenando nel locale, mi sorride ed inizia a chiedere informazioni sul mio lavoro… Dopo due chiacchiere, e dopo avergli scattato qualche foto, gli suggerisco (se ne hanno la possibilità) di trovarsi l’indomani sera al Clube do Fado: Cuca Roseta… non va persa!!!
Anche questa giornata è trascorsa e sta volgendo alla sua fine. Stanco, ma PIENO, torno in albergo con la consapevolezza di aver dato il massimo e con la certezza che amo questa città e questo popolo… e che il sentimento è ricambiato…
D’altra parte, è scritto anche sui muri: LX loves Me.
Ivano C.

Caro Ivano, il tempo impiegato per scrivere non è un tempo perso, è un tempo prezioso. Le emozioni, col tempo, perdono la loro intensità, il loro profumo… Solo se le fermi in qualche modo restano vive, e capaci di rievocare in chi le leggerà nuove emozioni. Ecco, io con le tue parole e immagini sono tornato sulla riva del Tejo meu doce Tejo, ho riassaporato con gli occhi e col cuore l’azul del cielo di Lisbona, l’umanità della sua gente. Muito Obrigado