Lisboa, 31 agosto 2011
Yawn… ormai mi sto abituando a questi orari ed a questi ritmi. Tardissimo la notte e poi, al mattino, mi alzo un poco più tardi. Tanto, anche per questa mattina non ho appuntamenti. Per cui riesco a prendermela più comoda.
Esco qualche minuto sul balcone, l’aria è già tiepida. Chiudo gli occhi e sento una leggera brezza che mi accarezza il viso e mi passa tra i capelli…
___________________________________________________________
L’Attesa
Lo Sguardo corre sui tetti
di una città baciata dalla Luce
mentre la Mente libera il ricordo
di pensieri sospesi lungo i binari della Vita
ed il Cuore si nutre di aspettative
nell’attesa di notti di Fado.
___________________________________________________________
Dopo la colazione esco per andare ad incontrare non UNA, ma DUE amiche: Angela e Susana. Che bello, sono contento!
Condividere questa esperienza, anche se in maniera casuale, con persone che hanno la stessa passione è un vero toccasana per l’Anima.
(Piccola doverosa parentesi)
Prima del viaggio avevo dichiarato che volevo rimanere da solo, affrontare questo “lavoro” con me stesso. E basta. Volevo risolvere tutti gli eventuali problemi contando solo sulle mie forze. E sono partito con questo intento.
Ma la casualità, il destino (O FADO!!!) mi ha portato a Lisbona ad incontrare Angela (prima) e Susana (poi). E ne sono stato felice.
(Fine parentesi)
L’appuntamento con Angela e Susana è, come ormai avrete imparato anche voi seguendo i miei passi su questo blog, al Rossio. Ormai l’ho eletto a punto di riferimento personale (e sicuramente non sono così originale, visto che stiamo parlando della piazza centrale più frequentata di Lisbona!. Da qui, con poco, si raggiunge ogni luogo della città, abbastanza facilmente.
Decidiamo di girare nella zona che, dal Chiado, porta al Bairro Alto. Senza nessuna mèta particolare. Per il solo gusto di assaporare l’atmosfera lisboeta.
Ci fermiamo a mangiare in un piccolo, ma accogliente bar in Rua da Trindade, proprio vicino al Teatro da Trindade (ospitato in un bell’edificio). In questo bar, Infusão Crêperie, si mangia moooooolto bene, è frequentato da portoghesi e da pochi turisti. L’ideale, se si vuole entrare in contatto “vero” con la città ed i suoi abitanti.
La lingua, anche se parlo 8 parole in tutto di portoghese, non è un problema. Visto che Angela la parla abbastanza bene (escludo Susana perché per lei… è troppo facile!!!).
Una cosa mi colpisce. Di fronte al bar c’è una scritta ben visibile, sopra un muro: “Penso mas não existo” (Penso, ma non esisto).
Questa frase fa, appunto, pensare molto. Specialmente in un periodo storico come questo in cui il mondo è in piena crisi (economica, politica, morale, ecc…). Ed il Portogallo non fa eccezione, anzi.
Finito il pranzo, chiedo alle due fanciulle se hanno voglia di accompagnarmi al nuovo incontro pomeridiano con Paula e la fadista di oggi: Lenita Gentil. Entrambe accettano ed insieme ci dirigiamo verso la Praça do Comercio per prendere la metropolitana fino alla Estacão de S.ta Apolonia.
Mi viene in mente che potrebbe essere una buona idea comprare un fiore. Potrei, ad esempio, scattare delle foto a Lenita mentre lei porta il fiore sulla tomba di Amália Rodrigues.
Ah, già… che sbadato. Quasi dimenticavo.
L’appuntamento è al Pantheon (Panteão Nacional). Qui, come nel Pantheon a Coimbra, sono sepolti gli antichi Re portoghesi, oltre a grandi uomini che hanno fatto la Storia di questo paese.
Con una eccezione. Infatti, le spoglie di una sola donna riposano qui dentro: Amália Rodrigues. A lei, Regina indiscussa del Fado (morta nel 1999), è stato concesso l’onore di essere seppellita qui. Questa decisione, comunque, ha creato anche diverse polemiche tra chi sosteneva che Amália non avesse contribuito alla storia portoghese, e chi invece asseriva che lei abbia portato il nome e la fama del Portogallo e del popolo portoghese… ben oltre i confini spagnoli!!!
Dicevo: decido di comprare un fiore e, al Terreiro do Paço, acquisto un girasole. Mi dirigo verso l’appuntamento con Paula, proprio di fronte al Pantheon. Lei è appena arrivata e mi consegna subito una busta con i CD per me e per Alexandra (il direttore dell’Ufficio Turismo Portoghese di Milano, grazie alla quale mi trovo qui, ora!!!): che bel regalo. Al mio ritorno li ascolterò subito: Lenita, Milene, Miguel, Nuno e Cristiano.
Poco prima dell’arrivo di Lenita, Paula mi dice che il manager di Lenita vorrebbe utilizzare le foto che scatterò oggi, per il CD che Lenita sta preparando e che verrà pubblicato a breve: ne sono molto felice e lusingato. Questo viaggio, oltre al progetto fotografico sul Fado, mi sta offrendo anche molte altre opportunità e sorprese.
Lenita arriva dopo qualche minuto e, fatte le presentazioni, iniziamo a parlare degli scatti che faremo. La giornata è molto ventosa. Lenita ha i capelli molto lunghi e temo che questo ci creerà qualche difficoltà.
Mentre Angela e Susana ci raggiungono, noi iniziamo a scattare le prime foto fuori, di fronte al Pantheon. Con Paula, decidiamo che è ora di entrare. Le consegno la lettera di Vitor e…
…PROBLEMONE!!!
All’ingresso, quando vedono la lettera e la mia attrezzatura fotografica ci bloccano. Non possiamo effettuare alcuna ripresa video o foto. Paula cerca di farsi spiegare ed alla fine ci dice, con notevole disappunto che: possiamo entrare, posso fotografare ciò che voglio ma non è possibile fotografare Lenita all’interno del Pantheon. Assurdo!
E come faccio a fotografare una fadista…senza fadista?
Paula è visibilmente innervosita. Discute, chiede, insiste. Ed alla fine, da grande gladiatorie, la spunta. L’unico tassativo divieto riguarda l’impossibilità di fotografare la tomba di Amália.
Finalmente Lenita ed io riprendiamo il lavoro all’interno del Pantheon. Fortunatamente, non c’è vento dentro. E quindi riesco a costruire le foto con un po’ più di accuratezza. Anche con Lenita tutto sembra migliorare con il trascorrere dei minuti. Aumenta la fiducia reciproca, ci si rilassa, si parla, si scherza ed il lavoro risulta più fluido.
Prima di salire sulla terrazza, da dove si gode di una vista mozzafiato sulla città, ci fermiamo per qualche minuto sulla tomba di Amália. E la voce di Amália, come per Magia, inizia a riecheggiare ed a rimbalzare da un angolo all’altro, riempiendo di Armonia e Saudade questo incantevole posto e scaldando i Cuori di noi, amanti del Fado.
Sulla terrazza il vento è ancora più forte ed è inutile rimanere qui a lungo. Dopo avere finito la visita al Pantheon usciamo. Ed è ora dei saluti.
Lenita, ci invita ad andarla a sentire suonare stasera o domani sera alla Casa di Fado “O Faia”. A proposito: “O Faia” è stato in assoluto il primo locale dove sono stato a Lisbona, lo scorso maggio. E non avevo la minima idea che dietro quel piccolo bar delle belle vetrate si celasse una Casa di Fado così rinomata.
Oggi, i saluti riguardano anche Paula. Dopo quattro pomeriggi fantastici, infatti, Paula ed io non ci vedremo più (per questo viaggio). Sono stato veramente bene in sua compagnia ed ho imparato molto. Grazie, querida amica.
Angela Susana ed io, quindi, ci rimettiamo in cammino. A piedi, per le vie dell’Alfama. Raggiungiamo la piazza dove si svolge la Feira da Ladra (un mercatino delle pulci) e poi la chiesa di São Vicente de Fora. Oggi pomeriggio la pioggia inizia a farsi presente con piccoli scrosci ad intermittenza.
Dopo una breve sosta in un bar, ci rendiamo conto, come per magia, che ci troviamo in un punto molto importante per noi amanti del Portogallo e del Fado. Questo è il luogo in cui l’Elettrico 28 (il tram più famoso ed importante di Lisbona) viaggia su un solo binario tra le strade dell’Alfama. Ed è qui che alla fine del film Lisbon Story (del regista Wim Wenders), Fritz (Friedrich) e Winter cercano di riprendere il “28″ facendosi quasi investire.
Ricordi… Memoria… Incanto… Sogno… Bellezza…
La pioggia, che continua a scendere giù all’improvviso ci bagna. Scorre sulle nostre teste portando via tutti i nostri pensieri. Quelli belli e quelli brutti. E ci lascia, meravigliati a godere dell’Incanto e della Magia che provengono da questa città.
Di nuovo al Rossio, le nostre strade si separano nuovamente. Stavolta però, almeno fino a domani mattina. Angela, infatti, questa sera sarà con Lurdes alla “Gondola” per una serata a base di Buon Jazz, Buon Cibo, Buon Vino. Io non posso andare (con mio immenso dispiacere, ma non preoccuparti cara Lurdes… la prossima volta ci rifacciamo). Stasera e domani ho previsto foto nel Bairro Alto, alla ricerca di emozioni, istanti, visi e voci da immortalare dentro una macchina fotografica. Susana si è offerta di accompagnarmi e questo mi fa molto piacere.
Ma, diciamolo pure, questa non è la mia serata fortunata. Un istante prima di uscire dall’hotel, infatti, si scatena il più classico dei temporali. Vabbé, penso ingenuamente, durerà poco. Con il taxi arriviamo al Largo do Chiado (altro punto di incontro strategico qui a Lisbona). Per quaranta minuti rimaniamo sotto la tenda di un negozio di abbigliamento. Pioggia a secchiate, senza sosta.
Quando la pioggia cala di intensità ci rendiamo conto che siamo completamente bagnati, fino alla vita. In queste condizioni (freddo e tanta umidità, ho i piedi a mollo, nelle scarpe), non ho voglia di girare nel Bairro Alto alla ricerca di locali dove poter fotografare. A questo punto, l’unica cosa che voglio è fermarmi in un posto, mangiare qualcosa di caldo, tornare in hotel e provare ad asciugarmi le ossa.
Cosa non si fa, per una passione.
Boa Noite.
Ivano C.
